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#18. TRE BUONI CONSIGLI: UNA RICETTA, UN PONTE, UN ORTO BOTANICO E UN LIBRO

#18. TRE BUONI CONSIGLI: UNA RICETTA, UN PONTE, UN ORTO BOTANICO E UN LIBRO

È tra le ideatrici e le animatrici del laboratorio-biscottificio DolCita, un progetto dedicato a minori stranieri nella Parrocchia della Resurrezione di Marghera.
Le dosi sono indicate considerando due diversi impasti, bianco e nero:
250 gr di farina
110 gr di zucchero
125 gr di burro
un uovo
un pizzico di sale
230 gr di farina
100 gr di zucchero
20 gr di cacao
25 gr di cioccolato
100 gr di burro
un uovo
un pizzico di sale
Come si procede? Fare i due impasti utilizzando gli ingredienti nell’ordine come ve li ho riportati. Lasciateli raffreddare, avvolti da una pellicola, mezz’oretta in frigorifero; poi formate dei serpentini e attorcigliarli a mo’ di cerchi tipo “abbracci del mulino bianco”. Appoggiateli sulla teglia ricoperta da carta da forno e infornare: a forno statico sono sufficienti 15 minuti a 180 gradi (attenti che i tempi possono cambiare in base al forno). E buon appetito.
».

Giornalista e saggista, ha fondato e dirige Ytali, la rivista che parla di Venezia e da Venezia osserva il mondo.

Si occupa di cinema, ha un suo blog su “libri, film e altre visioni” e collabora alla cura editoriale della nostra newsletter Solaria
Il libro l’ho incrociato all’uscita dall’Orto, nel classico bookshop che decora quasi sempre gli spazi visitabili, ma si trova nelle librerie, fisiche e virtuali. È un viaggio tra orti e giardini di tutto il mondo, luoghi speciali amati, curati, vissuti nel tempo da oltre quaranta scrittori.
Andare all’Orto Botanico di Padova è un’esperienza cangiante, e il consiglio è di frequentarlo in diverse stagioni e stati dell’umore, perché è un luogo mai uguale a sé stesso, capace di raccontare le trasformazioni del mondo vegetale ma, se si esita tra giardini piantumati e serre, il pensiero si sposta facilmente su un senso più ampio della trasformazione, un senso umano. Le piante crescono, cambiano, danno frutti, hanno momenti felici e periodi di sofferenza, respirano e danno respiro. E così noi.
Il libro di Luca Bergamin racconta giardini e orti, il rapporto tra gli spazi e gli autori che li hanno vissuti, animati, contemplati. Si va ovunque: da Milano con Alessandro Manzoni, alla Colombia con Gabriel García Márquez, da Agrigento e Roma con Luigi Pirandello alla Key West di Ernest Hemingway; in Inghilterra con Emily Dickinson, Agatha Christie e Jane Austen, in Sardegna con Grazia Deledda, a Procida con Elsa Morante, a Torino con Italo Calvino, in Cile con Pablo Neruda… consiglio di scoprire ogni angolo e ogni scrittore di questa lettura.
L’Orto dell’Università di Padova esiste dal 1545, quasi cinquecento anni, ed è nato per la coltivazione delle piante medicinali. Ha una storia fitta di accadimenti, ampliamenti, progettazioni e piantumazioni; dal 1997 è nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO e preserva un paesaggio di biodiversità vegetale con 3.500 specie da tutto il mondo.
Visitarlo è un andare sospeso tra sorprendenti manifestazioni della botanica e della scienza applicata, ed esperienze impalpabili di spirito e mente. Un luogo per studiare, pensare, camminare, scoprire, lasciar andare l’affanno, ritrovare il silenzio. Ma è anche un crocevia laborioso che offre ai visitatori esperienze, laboratori tematici temporanei, incontri, conferenze, visioni. Accoglie tutti, dagli avventori impreparati agli studiosi specializzati.
Una sensazione analoga spunta da I giardini degli scrittori. Ognuno di loro aveva un rapporto speciale con i giardini che ha amato, a volte di pura contemplazione, altre di attraversamento, studio, sperimentazione. Ed è così che le oasi verdi, ovunque si trovino, andrebbero vissute: con l’animo proprio, aspirando al riposo o all’immersione, al pensiero o ad un brulicare laborioso, in tutti i casi calmo.
Tra i giardini proposti da Luca Bergamin non c’è l’orto di Giacomo Leopardi, a Recanati. Lo aggiungo a questo piccolo viaggio di parole, come luogo di contemplazione e respiro lieve.
In questa e nelle prossime calde estati del mondo, andar per orti e giardini è forse un privilegio, ma è anche un’attitudine del pensiero e dello sguardo su noi e sul paesaggio intorno.
L’Orto Botanico di Padova offre percorsi tematici durante tutto l’anno, anche In questa estate 2026. Nel sito, ricchissimo di narrazioni ed eventi, si trova tutto.

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