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I VENERDì DI GIUGNO, IL CINEMA DELL'IRAN ALLO SPAZIO CULTURA

I VENERDì DI GIUGNO, IL CINEMA DELL'IRAN ALLO SPAZIO CULTURA

Quattro film per esplorare le radici profonde che hanno dato vita, in Iran, alla prima rivoluzione dell’era moderna guidata dalle donne: Donna, Vita, Libertà. Una rivoluzione senza precedenti, dove le voci e i corpi delle adolescenti e dei giovani sono stati protagonisti assoluti. Un movimento privo di bandiere partitiche, di organizzazioni politiche o sindacali, e soprattutto libero dalle incrostazioni ideologiche del passato.
Donna, Vita, Libertà è la prima rivoluzione che pone la donna al centro della propria visione. È la rivendicazione di una giovinezza negata, di vite non vissute, di gioie soffocate. Rivendica diritti che altrove appaiono scontati: poter festeggiare un compleanno, viaggiare con chi si ama, passeggiare mano nella mano senza timore, vestirsi liberamente, cantare, danzare, amare. Rivendica, semplicemente, la possibilità di una vita normale e dignitosa.
Attraverso quattro film, ripercorriamo le opere di altrettanti registi e registe iraniani, capaci di raccontare – con uno sguardo intimo e universale – le contraddizioni di un Paese e la ferocia di un regime teocratico. Artisti che hanno saputo dar voce alla resistenza, alla sete di libertà, al desiderio profondo di cambiamento di una nazione ancora prigioniera di un passato fatto di brutalità e sopraffazione.
Nella Repubblica Islamica, fare arte è una sfida quotidiana. Gli artisti vivono una condizione paradossale: sono ostaggi fisici del regime, ma le loro menti, i loro occhi e la loro creatività dialogano costantemente con il mondo. È proprio da questa tensione che nascono opere straordinariamente universali, generate in un contesto di reclusione, eppure capaci di parlare a tutti. Molti di loro operano ormai in una dimensione sotterranea, clandestina, dove l’arte diventa atto politico e forma di resistenza. Sfuggono ai divieti, aggirano la censura, sfidano leggi pensate per spegnere ogni espressione libera. E in questo gesto, consapevoli che può costare loro il carcere o l’esilio, dimostrano un coraggio raro e assoluto.
I quattro film sono stati girati di nascosto, in condizioni estreme. Non sono solo atti di denuncia: sono esercizi di cinema d’autore, privi di retorica, lontani da ogni spettacolarizzazione del dolore. C’è in essi una tensione morale costante, che si rivela nei dettagli minimi, nei silenzi, negli sguardi delle donne e degli uomini che hanno scelto di resistere.
Opere nate non per stupire, ma per raccontare la verità. Non fatte di effetti speciali, ma immerse nella realtà viva e spesso tragica di un paese in fermento, attraversato da profonde tensioni sociali, culturali e politiche. Film che meritano di essere visti e discussi, non solo per il loro valore artistico, ma perché ci aiutano a comprendere – davvero – il mondo in cui viviamo.
Reza Rashidy
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La rassegna si tiene i quattro venerdì di giugno (6, 13, 20 e 27) alle ore 20.30 nello Spazio Cultura della Cooperativa, in via Tacito 10 a Mestre.
Qui il programma.
Ingresso su prenotazione: rassegnavocidalsilenzio@gmail.com

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