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IL VENETO TRA CASTELLI E VILLE

IL VENETO TRA CASTELLI E VILLE
Il prossimo mese, nel week-end del 17 e 18 ottobre, è in programma la V edizione delle Giornate delle Ville Venete.
Federico Moro, storico e saggista, parla del Veneto come una «civiltà di castelli e di ville», disseminati «in una regione che nello spazio di appena 80 chilometri in linea d’aria, offre montagne come le Dolomiti e una costa che è quasi per intero una lunghissima spiaggia sabbiosa». E nel mezzo: colline, cime vulcaniche, fiumi che nascono tra le Alpi o nelle viscere della terra». Le ville, dunque: spesso di splendida fattura, servivano come sistemi di difesa e controllo del territorio, fabbriche agricole e residenze signorili. Da qui il viaggio suggerito da Moro nel libro Veneto bellissimo. Dalla civiltà di castelli e ville, la civiltà del Veneto (Linea Edizioni, 2025).
Vi proponiamo una pagina su Villa Venier Contarini di Mira.
Il libro è disponibile nel nostro Centro di documentazione.
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di Federico Moro
Villa Venier Contarini viene costruita alla fine del Cinquecento sulla riva sinistra del Naviglio del Brenta come residenza di campagna della famiglia Venier, che vi rimane per circa due secoli. II complesso originario prevedeva un corpo padronale a pianta quadrata affiancato da due barchesse staccate e da un oratorio; un’incisione di Coronelli del 1709 ne mostra già i tre livelli sormontati dal tetto a quattro falde, mentre nel rame di Costa, 1750, compare un secondo piano più alto e un sottotetto a crociera. Tra il 1710 e il 1750 viene realizzato l’ultimo piano con quattro abbaini incrociati, intervento attribuito all’architetto Lorenzo Boschetti.
All’inizio dell’Ottocento, Domenico Carboni amplia lateralmente il corpo centrale e lo raccorda alle barchesse mediante porticati; la pianta diventa così rettangolare. La barchessa occidentale conserva tre sale affrescate con episodi da Odissea, Iliade ed Eneide, probabilmente di Francesco Ruschi, impreziosite da quadrature barocche che aprono finti loggiati su cieli popolati di putti. Nella barchessa orientale un salone decorato da Daniel van den Dyck narra la Favola di Psiche: al centro del soffitto la Deificazione di Psiche sfrutta la prospettiva per far apparire la figura sospesa nello spazio, curiosità ottica che ancora sorprende i visitatori. L’oratorio, aggiunto nel 1685 e ricostruito nel 1752, completa un insieme in cui architettura, arti decorative e paesaggio dialogano in modo unitario.
La parabola proprietaria della villa riflette la storia di alcune delle famiglie più influenti di Venezia e Terraferma. Dopo i Venier, nel 1700 l’edificio passa a Maria Venier e al marito Alvise II Contarini di San Tro-vaso, i quali lo trasformano in un cenacolo letterario per diplomatici e giuristi. Qualche decennio più tardi entra nel patrimonio dei Barbarigo di Padova: la giovane Orsetta Barbarigo vi organizza sontuose feste e rappresentazioni teatrali, trasformando i saloni affrescati in scenografie viventi e contribuendo a diffondere lungo la Riviera il gusto arcadico-barocco.
Con la caduta della Serenissima la villa accoglie membri della famiglia Manin; nell’Ottocento, i Cipollato, imprenditori agricoli, introducono la gelsibachicoltura nei terreni di pertinenza. Il capitolo più singolare, però, è legato alla mezzo soprano bolognese Adelaide Borghi-Mamo, 1826-1901: un suo ammiratore le dona il complesso nel 1872 e le serate di Adelaide, raccontate dalla stampa locale, richiamavano interpreti verdiani e aristocratici europei. Tra il 1890 e il 1955 si susseguono le famiglie Guadalupi, Menin, Rampazzo e Capuzzo; quindi, la proprietà passa alle Suore Domenicane della Beata Imelda, che salvaguardano gli affreschi durante la Seconda guerra mondiale.
Dal 1998 il complesso appartiene alla Regione del Veneto ed è sede operativa dell’Istituto Regionale Ville Venete, che ne cura la conservazione e ne regola l’apertura al pubblico. L’Istituto utilizza gli spazi per convegni su restauro, paesaggio e storia economica della Serenissima, restituendo alla villa la vocazione di luogo di studi e arti condivise.

DALLA COOPERATIVA | PAESAGGI VENETI (CON FIGURE) IN CINQUE FILM