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LUNGO LE ROTTE DEL MEDITERRANEO: LO STATO DA MAR

LUNGO LE ROTTE DEL MEDITERRANEO: LO STATO DA MAR
«Se l’attività commerciale dei Veneziani aveva assunto proporzioni considerevoli, più per la mole degl’affari, per la vastità del loro campo di azione già nel secolo che precede le Crociate, è tuttavia indubitato che queste diedero a quell’attività un impulso fortissimo e decisivo»: così puntualizzava lo storico Gino Luzzatto nella sua Storia economica di Venezia dall’XI al XVI secolo.
E in verità nei territori componenti l’Impero romano d’Oriente, i reggitori del comune veneciarum, abili e diplomatici commercianti, avevano di fatto già iniziato una penetrazione prima del 1204, ottenendo dalle autorità locali la facoltà di istituire stabilmente, nei porti più strategici per le loro rotte di navigazione (dall’Adriatico verso Sicilia e Tripolitania ad ovest, e verso Costantinopoli e Siria ad est), dei fondaci o delle comunità di mercanti, retti da un console, che venivano ad affiancarsi alle colonie di genovesi, provenzali, catalani, greci ed ebrei, altrettanto attivi sulle stesse vie commerciali.
Alcune vantaggiose concessioni erano state fatte dall’Impero Greco: la bolla d’oro del 992, concessa dagli imperatori Basilio e Costantino su richiesta del duca Pietro II Orseolo, agevolava i mercanti veneziani con una significativa riduzione dei precedenti diritti fiscali, ottenendo in cambio protezione contro gli Arabi; la successiva bolla d’oro del 1082 di Alessio I Comneno, a ringraziamento dell’appoggio fornito contro i Normanni, assicurava alle navi veneziani totale e piena libertà di commercio in ogni parte dell’Impero, con esenzione da ogni forma di dazi sugli scambi e facoltà di aprire botteghe e fondaci nella stessa Costantinopoli […].
Ma Venezia intraprese anche altre operazioni, finalizzate all’espansione del proprio potere commerciale.
Nel 1100 ad esempio, i veneziani in accordo coni crociati, parteciparono alla conquista di Caifa (Haifa), con conseguente ricco bottino; nel 1110 una flotta veneziana, al comando dello stesso doge Odelafo Falier, aveva supportato Baldovino I, re crociato di Gerusalemme, alla conquista di Sidone, ottenendo in cambio una chiesa, case e vari privilegi per la colonia di Acri; nel 1124, la marineria veneziana accorsa in aiuto di Baldovino II, dopo aver sconfitto gli egiziani ad Ascalona, espugnò Tiro, ponendovi il proprio centro per i commerci con la Siria meridionale.
Si andava sempre maggiormente prendendo consapevolezza, nella classe dirigente del comune veneciaurum, che la semplice esistenza di basi commerciali, seppur bene organizzate, non rappresentava garanzia sufficiente alla continuità e alla certezza dei diritti di navigazione e di commercio conquistati e/o acquisiti tramite e grazie ai trattati già esistenti. Un effettivo, concreto potere territoriale e l’ampliamento del dominio si prospettavano come soluzione irrinunciabile per confermare stabilmente e definitivamente i propri diritti sovrani verso le terre d’Oriente. L’occasione della IV Crociata si presentava perciò irrinunciabile per Venezia, nell’ottica di quella fase della propria storia che acutamente Freddy Thiriet definisce “imperiale” e che porterà alla creazione della Romània veneto e dello Stato da Mar.
Questo è un estratto del saggio di Michela Dal Borgo sulla formazione dello Stato da Mar della Repubblica di Venezia, contenuto in Isole Ionie e Cicladi. Venezia tra Repubblica e feudalità, pubblicato nel 2011 (edizioni Biblion). È uno dei volumi di un più ampio progetto editoriale coordinato dalla nostra Cooperativa e sostenuto dalla Regione Veneto sul “Patrimonio veneto nel Mediterraneo”, che ha cartografato la presenza della Serenissima lungo le rotte mediterranee. I volumi sono disponibili nella biblioteca del Centro di documentazione ‘Acque e Forti. Venezia ricerche’.

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